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A chi non è mai capitato, nel cuore della notte ........proprio mentre sta dormendo il sonno dei giusti e le piccole iene finalmente sono entrate in fase rem , di essere risvegliato di soprassalto e con i sudori freddi a causa di una voce cavernosa che - di punto in bianco
“Ehi, ciao, gioca con me!”
oppure
“Buonanotte, vado a nanna. Ciao, ciaooo!!!!!!!!”
In pochi secondi , nella tua testa , hai mille angoscie.........e' entrato un ladro in casa ......forse ho avuto un incubo...........l'amante di tua moglie rinchiuso nell'armadio......
Finalmente ti rendi conto che si tratta di uno dei diabolici oggetti che qualche simpatico amico o parente ha regalato alla tua prole.
Allora ti alzi imprecando in 14 lingue e tenti di spegnere l'incubo parlante.
Nella migliore delle ipotesi esiste il tasto “ON/OFF” e sei a posto.
Nella peggiore .....e giuro, esistono moltissimi giochi di questo tipo.......quel geniale tasto non è previsto.
Ti fiondi sul gioco e tenti di farlo tacere ma come in un incubo ogni volta che il tuo polpastrello si posa su una delle parti sensibili (e non ci è dato sapere quali siano!) dello sfavillante mondo di plastica che hai tra le mani, quello si mette a parlare, cantare, suonare o produce in fila il verso di tutti gli animali del mondo, compreso l’australopiteco, ormai estinto da milioni di anni!
Nel silenzio della notte si sentono questi suoni sinistri uscire dalla fattoria degli animali e tu non puoi fare altro che........aprire il frigorifero ,tirando giù tutte le madonne del paradiso ,e infilare dentro l’affare che hai tra le mani.
Solo dopo che avrai chiuso il portello, la porta di cucina e insonorizzato la stanza ben bene,
solo allora
la vocina che ti incita a giocare con lei smetterà di risuonare in ogni stanza.
.............Nella tua testa no................
lì farà eco almeno per altri 10 anni !!!!!!!
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Non è questione di non voler crescere..........non solo, almeno.
Solo in pochi lo capiscono, e' più che altro un'esigenza, quella di non dimenticare un lato del proprio essere, al quale ad esempio io non riuscirei mai a rinunciare.
Un lato dolce, ingenuo, infantile, ma che guarda però al mondo con occhi più trasparenti e forse non ancora del tutto contaminati dalle porcate che ci girano attorno, che fa le cose per il solo gusto di farle, traendo soddisfazione e piacere dagli eventi più piccoli ed insignificanti ai più.
Questo non vuole dire essere un povero mentecatto.
Osservare la realtà che ci circonda, cercarne di capirne gli aspetti e afferrarne i cambiamenti sono cose acquisite cui non si può rinunciare.
La stessa cosa vale per la necessità di tenersi costantemente aggiornati sulle cose che ci capitano intorno.
Quando si è piccoli il "microcosmo" nel quale si vive pare già qualcosa si sterminato, quando il muretto alla fine del giardino può sembrare la fine dell'universo, come per gli antichi che credevano che la terra fosse piatta, e che l'acqua del mare cadesse nel vuoto dello spazio.
Ovviamente in proporzione estremamente ridotta.
Poi con il tempo un nuovo confine viene a risucchiare quello vecchio, e il muretto del giardino diventa la fine del quartiere, poi ancora quello della città e via dicendo.
Crescendo si scopre che lo spazio nel quale viviamo è immenso, e si acquisisce senza dubbio una maggiore consapevolezza di sé.
Alla fine ci si ritrova a voler correre dietro ad un tempo sempre più incalzante, schiacciante, per riuscire a essere sempre nel centro esatto di un vortice che gira ad alta velocità.
Vorremmo già essere a domani per fare questo o quell'altro, perché oggi è già obsoleto.
Lo si vede di continuo, se si presta un po' più di attenzione alla nostra quotidianità.
E così un mucchio di cose che una volta erano importanti (sicuri che non lo siano più?) vengono messe in soffitta o in un ripostiglio chiuso bene a chiave, perché "non si ha più tempo per certe sciocchezze".
Avanti e ancora avanti, sempre più rapidi, come aratri impazziti che non vedono l'ora di ingurgitare ancora terra.
Non è questione di non voler crescere.
Forse è più che altro voler smettere di buttare quelle che agli occhi dei più possono sembrare cianfrusaglie.
Quelle cose, palpabili o meno, reali o oniriche, di fronte alle quali una volta ci si fermava con attenzione, sorridendo, arrabbiandosi, ma soprattutto sognando.
Sognare è importante, e la stessa identità dei sogni non è da sottovalutare.
Non è sognare una macchina più grande o più nuova, o una promozione sul lavoro.
Parlo dei sogni, quelli veri, quelli con la "S" maiuscola.........quelli che stiamo dimenticando e perdendo.
Non è facile, sognare ancora, ma sforzandosi............ forse.
E perché no, potrebbe essere utile ricominciare ad ascoltare un po' di più i più piccoli.
Caso strano ho qui da parte ancora un po' di polvere magica.
Ne volete un po'?.................. Chinate la testa e ...fiuuuu...
Ora ciò che rimane da fare è piuttosto semplice:
"Seconda stella a destra, questo è il cammino,
e poi dritto, fino al mattino...
poi la strada la trovi da te,
porta all'Isola Che Non C'è..."
Non rinunciate ai vostri sogni, non fate questo enorme sbaglio..............parola di Peter Pan.
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Questa sera , mentre con una mano cercavo di aprire il portone e con l'altra tentavo di non scaraventare a terra uno scatolone con dentro il lettore dvd che avevo ritirato dal tecnico che lo ha riparato, sono stato pizzicato da un insignificante esserino peloso, un piccolo ragno nero a cui avevo distrutto la ragnatela appoggiandomi al muro accanto al portone. permalink | Leggi i commenti commenti (1)
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